Gli Onorevoli - Totò

Oliviero Beha

Guardatelo PER FAVORE !!!!

giovedì 30 aprile 2009

da Libero: Veronica velina (nuda)

L'oscar delle copertine IGNOBILI se lo contendono quotidianamente "il Giornale" e "Libero" con rari "attentati " al "buon gusto" da parte di altri.
Oggi, indubbiamente, la palma del vincitore va a LIBERO che svergogna il concetto di "INTELLIGENZA" (non di morale).
Mentre Il GIORNALE è il quotidiano ufficiale della famiglia Berlusconi...
LIBERO è il "leccaculo massimo" di Berlusconi in persona...
non bada molto, quindi, a straziare anche i parenti strettissimi che a Silvio
creano problemi.
Tutto preciso, tutto studiato a tavolino.
Immagino che Veronica abbia inteso l'avvertimento
e stia molto più attenta in futuro.
Lo squallore ci fa scoprire nuovi limiti con questo governo.

Vergognoso il "messaggio" che intende far passare LIBERO: Veronica è stata solo la prima delle P... anche se è l'attuale moglie non dovrebbe poi prendersela tanto con quelle che applicano la "stessa regola" per fare carriera.
Una vergogna per il giornalismo mondiale.
Un giornale "da collezione", insomma. Un "nuovo limite" di "morale accettabile" stabilita dal "Presidente da cabaret" che strazia quotidianamente il cuore agli italiani seri.

mercoledì 29 aprile 2009

Il premio invisibile


All’indomani della consegna del premio per il giornalismo libero a Marco Travaglio, conferito ieri a Berlino dall’associazione dei giornalisti tedeschi Djv, la redazione di Voglioscendere ha provato vivo stupore nel rilevare che ben quattro testate on line facilmente rintracciabili dai motori di ricerca riportavano la notizia in Italia. Desideriamo ringraziare, per questo, agoravox, youreporter, Cronaca 24 e Brindisi Sera.

La premiazione si è svolta in un’atmosfera piacevole e in un clima di stima reciproca. Forse in virtù di questo il tg1 non ha ritenuto di dovere manifestare lo stesso interesse mostrato per Marco in altre occasioni. Forse, chissà. Preferiamo affidarci alle parole di Ilaria, una ragazza che ieri era a Berlino e che ha potuto seguire la premiazione in prima persona, condividendo con noi le sue riflessioni e alcuni scatti della serata. A lei e a tutti gli amici che hanno condiviso la bella notizia, grazie. La redazione
La lettera di Ilaria
Ieri ho assistito all'assegnazione del premio a Marco Travaglio qui a berlino. Con mio grande disappunto (ma il mio intuito già lo sospettava) ho visto che nessun giornale italiano ha parlato dell'evento. Nel mio piccolo, farò una piccola "azione di disturbo" per far sapere ai quotidiani italiani quello che è successo ieri (alla faccia di tutti i paggi e servitori!). Ieri ho conosciuto dei ragazzi che vivono qui in Germania e, tra registratori, foto e articoli su piccole riviste, ci daremo da fare con i mezzi che abbiamo a disposizione, per diffondere il più possibile la notizia. In fondo, siamo o non siamo la generazione che sta crescendo con facebook, flickr e blog vari?! Cordiali saluti, e ringrazio Travaglio della sua simpatia e disponibilità: per la prima volta in 23 anni mi sono sentita orgogliosa di essere italiana.IlariaLa notizia sulla stampa esteraMarco Travaglio wurde ausgezeichnet (djv.de)Marco Travaglio mit DJV-Preis der Pressefreiheit ausgezeichnet (firmenpresse.de)Marco Travaglio mit DJV-Preis der Pressefreiheit ausgezeichnet (marketing-boerse.de)Une synthèse sur la situation politico-médiatique italienne (mediapart.fr)Italian journalist receives German press freedom award (earthtimes.org)

Esplode il "caso Veline"...

Esplode il “caso Veline”…
Strano per un Paese che ha tollerato di tutto.

Dopo decenni di candidature vergognose (il figlio del politico di turno, o la moglie, o il fratello, il mafioso alla moda, il demente commercialista, medico o sindacalista con il borsone pieno di voti, ecc.) qualcuno, sullo sfogo di Veronica Lario, inizia a chiedersi se per caso non si stia esagerando.
“Ma hanno fatto un corso di 50 ore di politichese” hanno risposto dall’altra parte… come se questo (corso pilotato oscenamente dai tirapiedi dementi del leader da cabaret”) fosse sufficiente a candidare una bella diciottenne che (grazie alle tv Berlusconiane ) ha capito perfettamente come gira questo squallido mondo.
Ma se volessimo esulare dal contesto nazionale troveremmo le stesse porcate anche nelle aree più vicine a noi.
Magari non troviamo in lista le veline… ma i nomi noti (non certo per meriti filosofici), i figli di, gli incapaci di turno riempiono le fila.
Il “politicuccio da quattro soldi” che da decenni ha monopolizzato un simbolo
(e che già ha dimostrato ampiamente la propria incapacità)
tenta di sistemare il figlio o la moglie, il megapolitico da migliaia di preferenze non sa spiaccicare una parola in italiano corretto infila il lecacculo preferito,
gli altri si impegnano unicamente a recuperare un posto sicuro per la moglie incompetente… e così via.
Lo scenario non è solo deprimente… questo “mondo da operetta” tenta ancora di spacciarsi per POLITICA !
Quello che angoscia è che la gente continua ad accettare supinamente questi scandali censurabili ed anzi… si meraviglia nel caso non dovessero accadere.
Chi si interessa seriamente di politica resta da decenni nell’ombra.
Ovviamente. Anche perché non esiste un “sfogo politico” possibile.
Analizziamo quanto accade alla provincia: una sinistra candidata a tavolino appare assolutamente inaffidabile sia per il fatto che ha rifiutato di andare alle primarie (paura di perdere il controllo di una situazione incancrenita) sia per le candidature (come al solito offerte non a gente capace ma a singoli portatori di voti).
Non è tollerabile avere rappresentanti verdi che non abbiano un minimo di sensibilità e di competenza in materia, non è accettabile vedere partiti storici come Rifondazione (ed altri) nelle monolitiche mani di individui assolutamente dimentichi dei principi per cui dovrebbero lottare e protesi soltanto ad assicurare un posto sicuro al parente.
E’ intollerabile continuare a reggere il gioco ad una politica quantomeno “lobbystica” ma che bisognerebbe definire "mafiosa".
Un errore in buona fede lo si può commettere una volta ma non è accetabile continuare a reggere il moccolo ad individui privi di scrupoli che continuano a fare unicamente i propri comodi e totalmente ignari di quale veramente dovrebbe essere il proprio compito.
Il centrosinistra per essere credibile dovrebbe azzerare i propri organigrammi. Quando i colonnelli lo capiranno sarà troppo tardi ed avranno subito sconfitte a iosa.
Il PDL è rappresentante allo stesso modo di interessi troppo personali per poter esser preso in considerazione anche solo dalla piccola area seria del centrodestra.
La Poli Bortone è la scheggia impazzita che (se sapesse scegliere i propri candidati) potrebbe apparire come innovativa. L’apparentamento con l’UDC (che non ha fama di essere il più “pulito” dei partiti) non mi permette però di concedergli fiducia alcuna.
(continua)

---------da Repubblica

Lo strappo politico della first lady"Mio marito come Napoleone"
di DARIO CRESTO-DINA
UNO sfregio familiare. La risposta è un attacco politico. Come due anni fa, quando, dopo i complimenti di Berlusconi alla Carfagna ("Se non fossi sposato, ti sposerei"), Veronica scrisse a Repubblica spiegando che lei non voleva essere la metà di niente. Anche questa volta le sue parole all'Ansa sembrano concordate con i figli, soprattutto là dove, commentando la partecipazione del presidente del Consiglio alla festa di compleanno di una ragazza napoletana, Veronica Lario manifesta uno stupore che è una stilettata: "Che cosa ne penso? La cosa ha sorpreso molto anche me, anche perché non è mai venuto a nessun diciottesimo compleanno dei suoi figli pur essendo stato invitato". Non pronuncia le parole "mio marito". Mai. Una scelta precisa dietro alla quale c'è una nuova rottura. Una bufera davvero inattesa. "Mi spiace che Veltroni si sia dimesso. Mi sembra che il centrosinistra non ci sia più", mi aveva detto un mese fa a Macherio Veronica Lario. Poi aveva aggiunto: "Mio marito insegue lo spirito di Napoleone, non quello del dittatore. Il vero pericolo è che in questo paese la dittatura arrivi dopo di lui, se muore la politica come temo stia succedendo". Voleva dire che il Cavaliere stava correndo su una strada senza ostacoli. Senza opposizione. Che il suo obiettivo era il Quirinale. Scherzando le avevo fatto notare che la paura più grande del premier poteva essere ancora lei. Lei e l'effetto Veronica. "Le cose vanno un po' meglio - aveva risposto - Io faccio soltanto la nonna, seguo Alessandro, il bimbo di Barbara e devo riconoscere che anche mio marito si è innamorato di lui. Trascorre ore a farlo giocare, spesso anche da solo".
Aveva ribadito che le voci di divorzio erano infondate, ripetendo ciò che aveva spiegato un anno prima: "Potrei dire che ci sto pensando da dieci anni e che sono lenta a prendere le decisioni. Non avere compiuto questo passo ha dato risultati molto positivi per i miei figli. Ora sono serena, non ho pensieri di questo tipo. Voglio stare fuori da tutto e non fare nessun tipo di dichiarazioni". Aveva preferito parlare della crisi, dei contrasti tra Tremonti e Draghi sugli interventi anti-recessione ("Chi sbaglia dovrà dimettersi, credo"), dell'azione del governo che non la convinceva fino in fondo. Delle polemiche sul testamento biologico: "La tecnica oggi ci impone dubbi più grandi di noi". Della lotta di Beppino Englaro: "È stato linciato. Non doveva essere permessa una cosa del genere". Insomma, era serena. Fino a ieri sera. A farla scattare sono state le critiche sulle liste elettorali del centrodestra per le europee avanzate dalla Fondazione "Fare futuro" e l'articolo di questo giornale sulla notte napoletana del premier. Veronica è scesa in campo, trasferendo la dignità sua e dei suoi figli dentro il teatro della politica. Come in quel giorno di fine gennaio di due anni fa. Quarantotto righe che fecero il giro del mondo: "Con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto a un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili". Una festa, una donna. Mara Carfagna. Veronica Lario continuava così: "Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l'età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito e all'uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente". E ancora: "Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sue dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli. Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l'esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un'importanza particolarmente pregnante, almeno quanto l'esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro".
(29 aprile 2009)


Veline in lista, l'ira di Berlusconi"Veronica manipolata da sinistra"
ROMA - Irritato. Con la sinistra e con la stampa "che manipola". Irritato con "la signora" Veronica come nel 2007. Lui che in Europa non vuole "persone maleodoranti" e che "vuole solo rinnovare la politica". Dura poco la fase della concordia bipartisan legata al terremoto. La polemica sulle veline candidate in Europa fa esplodere la rabbia di Silvio Berlusconi. Rabbia nei confronti della moglie che oggi sui giornali ha pubblicamente sconfessato la decisione del marito di candidare ex veline e attrici di soap a Strasburgo. "Veronica è vittima delle manipolazioni della sinistra" tuona il Cavaliere da Varsavia. Ex show girl in lista? Ma quando mai. E' tutta una manovra della stampa di sinistra. "Mi sembra che la situazione sia molto chiara, c'è una manovra montata dalla stampa di sinistra e dell'opposizione sulle nostre liste con notizie assolutamente infondate. Mi spiace che la signora (ovvero la moglie, ndr) abbia creduto alla stampa". Il premier è un fiume in piena. Rivendica quella che definisce la scelta di "rinnovare la nostra classe politica con persone che siano colte, preparate e che garantiscano la loro presenza a tutte le votazioni". Niente "personaggi maleodoranti e malvestite come altri personaggi che circolano nelle aule parlamentari candidati da certi partiti" con il Pdl.
"Noi non accettiamo di vederci imporre dalla sinistra quello che è per loro il metro di azione - prosegue Berlusconi - nella nomina dei candidati alle europee, che molto spesso sono vecchia arnesi della politica e liberano il campo in Italia per mandarli in pensione in europa. Sono soltanto interessati al consenso e molto spesso sono assenteisti".


----da Micromega Clamoroso! L’unica opposizione a Berlusconi è sposata con Berlusconi! Multimedia di Alessandro Robecchi Più dura di Di Pietro, più efficace di Franceschini, finalmente in Italia c’è un’opposizione seria a Silvio Berlusconi. E’ finanziata da Silvio Berlusconi e si chiama Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario, in arte (e due!) Veronica Berlusconi. E sua l’unica voce che si alza contro il più ridicolo primo ministro del mondo alla vigilia delle elezioni europee. Al PV (Partito Veronica) e alla sua leader (Veronica Lario) non sono andate giù le indiscrezioni sulle avvenenti signorine che il marito vorrebbe candidare alle europee. Durissime le sue dichiarazioni: "Quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti". Una frase dura, che tradotta in italiano suona così: sei un porco. Il PV ha poi duramente criticato la decisione del capo del gioverno di far visita a una misteriosa ragazzina napoletana nel giorno del suo diciottesimo compleanno, ragazzina che chiama Silvio Berlusconi "papi", senza aver mai chiesto il test del dna. Anche qui sono piuttosto dure le dichiarazione della leader del PV: "La cosa mi ha sorpreso molto, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato". Una frase dura, che tradotta in italiano suona così: sei un porco. Ma dietro le feroci critiche della leader del PV c’è anche dell’acquiescienza nei confronti del capo del governo. Per esempio Veronica Lario dice "Mio marito insegue lo spirito di Napoleone", tacendo che Napoleone era più alto, molto più intelligente e aveva persino i capelli. Del resto, siamo immersi in uno scandalo tipicamente italiano. L’unica voce di dissenso e di opposizione a Silvio Berlusconi vive in alcune ville di proprietà di Silvio Berlusconi, indossa gioielli regalati da Silvio Berlusconi, ha sistemato per sempre i suoi figli nelle aziende di Silvio Berlusconi, ed è addirittura sposata con Silvio Berlusconi. Nella foto, il capo del governo e il capo dell’opposizione.


(29 aprile 2009)

lunedì 27 aprile 2009

Addio "bicicci"


Addio piccolina.

questo blog...

Come ho già spiegato questo blog non serve per discutere...
ho già capito da tempo che non serve discutere se una delle due parti è sorda.
Non voglio convincere nessuno di nulla, da noi la gente si "convince" o diviene sensibile soltanto se "dietro l'angolo" riscontra un "tornaconto" valido.
Quindi nessuna illusione in questo senso.
Avendo però perduto numerose comunità tematiche a causa della chiusura delle "comunità MSN" dove conservavo migliaia di articoli di straordinaria importanza scritti negli ultimi 10 anni...
mi ritrovo con la necessità di un "notes" dove annotare pensieri, articoli ed ogni altro materiale importante che intendo conservare.
Spero che qualcuno possa trovarci, in futuro, anche del materiale interessante.

RICORDI (1)

Il mio ultimo anno di Magistrale si concluse con una esperienza abbastanza amara per me…
Tutti sanno che DETESTAVO il metodo di insegnamento che si utilizzava in quegli anni, tutti sanno che il Magistrale ed il Classico erano scuole CHIARAMENTE conservatrici e (quindi) di destra.

Eravamo solo 7 i maschi che frequentavano il Magistrale all’epoca, in una situazione che chiaramente ci poneva sotto i riflettori.
Odiavo frequentare quella scuola. Professori di straordinaria capacità si alternavano a folli o dementi che ci sfiancavano.
La mia professoressa di inglese (R. di matino se non erro) era la più detestata.
Il suo primo giorno, senza nemmeno ascoltarmi (ma vedendo i miei capelli lunghi ed il mio modo di vestire, quantomeno alternativo) mi disse: “Tu non hai un buon accento per l’inglese. Trasferisciti al corso di Francese” .
Gli risposi che avevo sempre fatto INGLESE e che non intendevo cambiare a quel punto.
Per le prime 4 o 5 lezioni mi chiese sempre se ancora non avevo capito che dovevo cambiare “corso”….
...Ma di fronte al mio diniego decise di agire in altro modo: i miei compiti avevano un unico voto : 3.
L’unica variazione era se darmi un 3- o un 3+.
Non aveva importanza alcuna se avevo aiutato compagne di scuola facendole prendere un bel 7 o un 8… il mio voto era invariabilmente un 3 !
Mi venivano segnati come errori doppi BLU ( sic!!!!) anche regole che ancora non avevamo studiato e comunque non serviva a nulla protestare.
Protestai una volta…poi capii che era operazione inutile.
In compenso ebbe la sfacciataggine di promuovere un mio compagno … al contrario di me …FASCISTA che aveva la bellezza di 32 tre nel secondo quadrimestre
Poi…. Venni a sapere che i due … negli ultimi periodi erano divenuti amanti.
Ma…va bene… è la vita.
In quegli anni i professori venivano a trovarmi spesso nel bar di fronte al magistrale… ed immancabilmente mi trovavano mentre leggevo i libri di Sigmund Freud o Fromm.

Mi chiedevano perché non entravo a scuola ed io immancabilmente spiegavo loro che imparavo di più leggendo un libro.
La mia FOLLE PASSIONE erano i compiti di italiano.
NON MANCAVO MAI. La mia tortura era invece quella di venir tartassato dai miei compagni per fare anche il loro compito. A fine anno arrivai a dover fare la bellezza di 8 compiti di italiano ( nell’arco di una mattinata) più il mio.
Tutti differenti, magari 5 con lo stesso tema, ma tutti scritti con stili differenti e con concezioni che si alternavano.
Il mio voto era fisso: un 7 !
Era il voto massimo che il Prof. D’A. avesse mai dato in vita sua (ex Sindaco di Casarano, notoriamente fascista, era oramai in età da pensione).
I voti che gli altri prendevano per compiti scritti da me (chiaramente influenzati dalla personalità degli individui) andavano dal 6 al 6,5.
Idee differenti ma stima grande con il professore.
L’ultimo compito dell’anno avvisai per tempo tutti gli amici che … IO MI SAREI DEDICATO SOLTANTO AL MIO COMPITO (almeno per una volta !!!)
…ma non mi credettero, mi presero in giro e mi dissero che li avrei comunque aiutati.
Spiegai loro che VOLEVO per una volta almeno concentrarmi soltanto sul mio compito…
ma inutilmente: non vollero darmi ascolto.
Infatti quel giorno, di fonte ad un mio diniego, continuarono sino all’ultimo momento a crocifiggermi con richieste di aiuto. Non cedetti.
Fu il mio voto migliore…. Un 7,5 (il voto più alto che quel prof. avesse mai dato!)
ma io passai alla storia non come il ragazzo che aveva fatto loro i compiti per tanti anni… ma come quello che si rifiutò di aiutarli.
E’ uno strano segreto quanto accade nella mente umana.

storiella...

In una fattoria la mucca passò e li guardò...
5 pulcini... uno ammalato, in disparte e 4 in ottima salute, saltellanti e giocosi.
La mucca si fermò appresso al pulcino ammalato e gli fece cacca addosso...
il piccolo pulcino ammalato... già debole di suo, pur dimenandosi non riuscì ad uscire dall'escremento... passò dagli altri e non li degnò di uno sguardo.
Il tempo cambiò repentinamente e la pioggia ed il gelo arrivono immediati.
I 4 pulcini fradici ed al freddo morirono...
il quinto pulcino protetto dal calore degli escrementi rimase protetto dal freddo e si salvò.

MORALE :
Non sempre chi ti getta addosso "cacca" ti vuole male...
non sempre chi ti ignora fa il tuo bene.

Sarà così la nuova Taviano ?











venerdì 24 aprile 2009

Questi "pseudopolitici" fanno ridere !

Diciamocelo chiaramente:
Questa classe politica ci fa ridere!
Intendiamoci: non è che non ci lasci arrabbiati, in alcuni casi INFEROCITI, depressi, amareggiati, scoraggiati...
ma (di fronte ad alcuni atteggiamenti e "cambi di casacca")
l'espressione massima del nostro apprezzamento per questi "pseudopolitici" è sicuramente una grassa "salubre" RISATA !!!

Se la provincia di Lecce sta facendo sghignazzare dalle risate l'Italia intera...
diciamocelo pure... Taviano farà ridere a crepapelle l'intera provincia.
Attendiamo con ansia la "compravendita" di politici con relativo cambio di schieramento e le battaglie successive che ci riporteranno in mente periodi ugualmente agguerriti e poco credibili ma che almeno erano maggiormente sanguigni poichè contavano sulla buonafede della gente.
Oramai nessuno vi crede più.

La Costituzione

I GRANDI PENSIERI, le IDEE non cambiano con il passare del tempo...
se vi illudete di essere moderni
NON AVETE MAI LETTO gli antichi filosofi.

La COSTITUZIONE NON SI MODIFICA !!!!!
Non la si deve cambiare nemmeno per modificarne le virgole.
Se non vi piace siete liberi di cambiare Paese
(come vorrei poter fare io.... ma soltanto per riposarmi dalla "rozzezza intellettiva" e dall'insensibilità degli italiani),
ma la COSTITUZIONE NON VA MODIFICATA !
Bisogna difenderla con la nostra stessa vita !
Non festeggerò il 25 Aprile perchè OGGI NON SIAMO in DEMOCRAZIA.
E' una DITTATURA differente dalle precedenti, "moderna" ma sempre antica, che merita soltanto il nostro DISPREZZO !
Stesso disprezzo che meritano i politici che permettono a questo "tiranno da cabaret" di spadroneggiare sui nostri diritti !

Storie di partigiani a caso...


Mons. Giuseppe Maria Palatucci
Nato a Montella (Avellino) il 25 aprile 1892, deceduto a Campagna (Salerno) il 31 marzo 1961, vescovo, Medaglia d'oro al merito civile alla memoria.
Accolto nel 1906 dai frati francescani di Ravello, nel 1912 conseguiva la laurea in filosofia presso la Pontificia Università Gregoriana. A ventitré anni, il 22 maggio 1915, l'ordinazione a sacerdote a Montella e, lo stesso giorno, la partenza per il fronte. Dopo la guerra nuova laurea in teologia, seguita da tre anni di insegnamento nel suo Ordine, e quindi il rettorato nel Collegio francescano di Ravello.Eletto vescovo della diocesi di Campagna, tra le più povere del Sud, ebbe modo di manifestare appieno il suo spirito umanitario quando, nel giugno del 1940, il regime fascista fece allestire nella zona due campi di concentramento per ebrei. Il vescovo aveva un nipote,
Giovanni Palatucci, funzionario di polizia a Fiume. Si accordarono per far affluire a Campagna i perseguitati, che Giovanni non riusciva a far espatriare. Così molti poterono salvarsi.Nel dopoguerra, padre Palatucci si oppose con molta determinazione al Fronte polare, ma il suo comportamento altruistico (quando morì, fu un problema persino trovargli vestiti adatti alla cerimonia funebre), lo fece rimpiangere anche dagli avversari politici.Alla memoria del vescovo francescano, il 25 aprile 2007, il Presidente della Repubblica ha assegnato il massimo riconoscimento al merito civile.

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Piero Pajetta

Nato a Taino (Varese) il 7 febbraio 1914, caduto a San Giuseppe di Casto (Vercelli) il 24 febbraio 1944, impiegato, Medaglia d'oro della Resistenza.
Lavorava come ragioniere presso la Stipel di Novara quando fu mobilitato. Bersagliere in Libia, dopo il congedo e dopo un breve periodo di lavoro alla Banca di Luino, Piero Pajetta (cugino di
Gian Carlo, di Gaspare e di Giuliano) prese clandestinamente la via della Francia. Era il 1937. Piero accorre in difesa della Repubblica spagnola. Si batte con le Brigate Internazionali e il 18 marzo del 1938, durante la battaglia dell'Ebro, è ferito. Perde la mano destra e parte dell'avambraccio. Ripara in Francia, ma non rinuncia alla lotta. Quando i tedeschi superano la linea Maginot, Pajetta è tra gli organizzatori dell'FTP (Francs-Tireurs-et-Partisan).Dopo il 25 luglio 1943 torna in Italia e, nelle settimane successive all'armistizio, dopo aver formato i primi gruppi partigiani nel Savonese, è incaricato dal Comando generale delle Brigate Garibaldi, di portarsi nel Biellese per organizzarvi la resistenza armata. Per la sua esperienza e per il suo carisma, "Nedo" (questo il nome di battaglia), è subito eletto comandante della brigata Garibaldi "Biella" che ha come vicecomandante un altro garibaldino di Spagna, Anello Poma ("Italo"). E' la seconda formazione garibaldina costituita in Piemonte ed opera nella Valle del Cervo sino a che, nel febbraio del 1944, dopo giorni di scontri con agguerriti reparti germanici appoggiati dai repubblichini, i partigiani di "Nedo" sono costretti a disperdersi. Lui non demorde.Il mese non si è ancora concluso e Pajetta, con un piccolo gruppo di compagni, è già nei pressi di Andorno per tentare di rimettere in piedi la formazione. In un bosco prossimo a San Giuseppe di Casto, "Nedo" è sorpreso da una pattuglia tedesca. All'intimazione di resa risponde sparando. Viene colpito, ma riesce a sottrarsi alla cattura. Morirà dissanguato, ai piedi di un cespuglio. Il suo corpo, sepolto dalla neve, verrà ritrovato il mese dopo, col disgelo. Da quel momento, la brigata Garibaldi "Biella" si chiamerà "Nedo".Sul valoroso partigiano, l'Associazione Elvira Berrini Pajetta ha pubblicato un libro di Luigi Moranino dal titolo Piero Pajetta <Nedo>, un combattente la per libertà.

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Mario Pasi
Nato a Ravenna il 21 luglio 1913, ucciso a Belluno il 10 marzo 1945, medico, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
“Fin dall'8 settembre impugnava valorosamente le armi contro l'invasore. Ricercato dalla polizia tedesca quale organizzatore della lotta di liberazione, si arruolava nelle formazioni partigiane della montagna di cui divenne animatore fecondo e combattente audace. Commissario di brigata e poi di Zona partigiana, valoroso fra i valorosi, sosteneva durissimi combattimenti infliggendo gravi perdite al nemico. Apostolo di bene e di carità, prodigava la sua opera di medico a lenire le sofferenze dei feriti, senza mai risparmiarsi nei pericoli e nei sacrifici. Catturato per delazione, affrontava e sosteneva con sereno stoicismo le sevizie che solo la più efferata crudeltà poteva immaginare. Bastonato a sangue, con le membra fracassate, trovava ancora la forza di porre fine al martirio tagliandosi le vene, ma il bieco nemico impediva che la morte lo strappasse alla sua sadica barbarie e poi lo finiva a colpi di bastone. Il suo cadavere, impiccato per estremo oltraggio, restò esposto per due giorni e, circondato dall'aureola del martirio, fu faro luminoso che additò ai superstiti la via da seguire per raggiungere la vittoria”. Questa la motivazione della massima onorificenza al valor militare concessa alla memoria di Mario Pasi, che ha combattuto nel Veneto la sua battaglia per la libertà e la democrazia.Pasi aveva conseguito all'Università di Bologna, nel 1936, la laurea in medicina e chirurgia. L'anno dopo aveva frequentato a Firenze la Scuola di applicazione della Sanità militare e, posto in congedo, aveva cominciato ad esercitare la professione all'Ospedale Santa Chiara di Trento. Nel 1940 il richiamo alle armi e la mobilitazione sul Fronte occidentale e poi su quello greco-albanese. Collocato in congedo per ragioni di salute, il medico riprese il suo impegno al “S. Chiara” e in quel periodo conobbe
Ines Pisoni, sua coetanea. Uniti anche dagli stessi ideali, i due giovani si separarono quando lui, comunista, entrò nella Resistenza spostandosi nel Bellunese per organizzarvi le prime formazioni partigiane, mentre Ines si impegnava contro i nazifascisti in Romagna, terra d'origine di Pasi.Molto apprezzato per le sue doti politiche e militari, “Montagna” (questo il nome di battaglia del giovane medico), divenne commissario di Brigata, poi di Divisione e infine di Zona, alternando l'attività di direzione politica a quella di medico. Quando i tedeschi catturarono “Montagna”, rifiutarono ogni proposta di scambio e, dopo averlo ucciso ne impiccarono il cadavere in località Bosco delle Castagne.Dopo la Liberazione, una piazzetta nel centro storico di Trento è stata intitolata a Mario Pasi, mentre a Ravenna gli hanno dedicato una scuola.
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Amos Calderoni
Nato ad Alfonsine (Ravenna) il 16 febbraio 1925, caduto a Biserno di Santa Sofia (Forlì) il 12 aprile 1944, falegname, Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.
Appena diciottenne, subito dopo l'8 settembre 1943 era entrato nella Resistenza. Distintosi in numerose azioni, il ragazzo fu nominato comandante della 12a Compagnia dell'VIII Brigata Garibaldi “Romagna”. Nell'aprile del 1944, quando le unità corazzate tedesche della “Hermann Goering”, affiancate da truppe della repubblichina fascista di Salò, investirono la valle del Bidente, il comando della “Romagna” ordinò a Calderoni, che operava col commissario politico
Terzo Lori, di coprire il ripiegamento della Brigata. Il giovanissimo comandante dispose i suoi garibaldini su un'altura sopra Biserno. Qui si oppose, per ore, agli assalti dei tedeschi sino a che, rimasto solo, cadde combattendo.La motivazione della Medaglia d'oro ad Amos Calderoni ricorda:: “Ardente assertore, fin dall'inizio, della lotta di liberazione, entrava a far parte di una formazione partigiana, assurgendo, per le sue eccezionali qualità di valoroso combattente e trascinatore, al grado di comandante di compagnia. Ricevuto l'ordine di sbarrare il passo ad una delle più agguerrite unità tedesche, con quaranta compagni si attestava su una posizione dominante, allo scopo di ritardare l'avanzata nemica e di permettere alla sua brigata di sfuggire al rastrellamento. Attaccato da preponderanti forze sostenute da intenso fuoco di artiglieria, teneva valorosamente fronte all'avversario causandogli sensibili perdite e benché rimasto con soli tre superstiti continuava l'eroica ed impari lotta. Vista vana ogni ulteriore resistenza, ordinava loro di rientrare al reparto e restava solo sul posto per coprirne la ritirata. Rimasto completamente solo, uno contro cento, dopo aver sparato l'ultima cartuccia e lanciata l'ultima bomba a mano, cadeva sopraffatto donando la propria vita per avere voluto salvare quella dei tre compagni. Fulgido esempio di eccelso valore, di ardimento senza pari e di sublime cameratismo”.
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Romano Cocchi
Nato ad Anzola dell'Emilia (Bologna) il 6 marzo 1893, morto nel lager di Buchenwald il 28 marzo 1944, dirigente sindacale e politico.
Era cresciuto nella famiglia di un bracciante, padre di undici figli. Un parroco di San Giovanni in Persiceto, dove i Cocchi si erano trasferiti, ebbe presto modo di apprezzare l'intelligenza di Romano e si adoprò perchè il ragazzino studiasse nel Seminario di Bologna. Romano non ultimò però gli studi religiosi, interrotti quando s'innamorò di una ragazza, ma trovò lavoro prima alle Ferrovie dello Stato, poi come commesso alla Buton, quindi al Resto del Carlino, sempre impegnandosi nei movimenti politici dei cattolici laici dei primi anni del XX secolo.Per seguire il deputato del Partito Popolare Guido Miglioli, di cui diventa segretario, il giovane si trasferisce nel Cremonese. Gli anni tra il 1919 e il 1923 vedono Cocchi impegnato nella Bergamasca, alla testa delle lotte dei diseredati. Ma è espulso dal PPI, che non ne apprezza l'impegno “a sinistra” in difesa dei contadini e degli operai, impegno per il quale finisce anche in carcere.Cocchi passa così nel campo delle organizzazioni socialiste e comuniste e quando, nel 1927, il Tribunale speciale lo condanna a 12 anni di reclusione per “propaganda sovversiva tendente all'insurrezione e incitamento all'odio di classe”, lui è contumace. È infatti espatriato clandestinamente in Francia, dove diventa segretario della Sezione italiana del “Soccorso Rosso”. Quando anche dalla Francia lo espellono, continua l'attività antifascista in Belgio e in Svizzera. Ma è costretto anche a lasciare la Confederazione elvetica e, di nuovo in Francia, si impegna in organizzazioni vicine al Partito Comunista d'Italia.Nel 1936 ecco Cocchi a Londra, per saggiare, con l'ex dirigente del Partito Popolare Italiano don Luigi Sturzo, la possibilità di un'azione unitaria tra comunisti e movimento antifascista cattolico. Nel 1937 Romano Cocchi (con lo pseudonimo di Adami), è in Spagna, in appoggio alle Brigate Internazionali. Nel 1939 è tra i comunisti contrari al “patto Ribbentrop-Molotov” e viene espulso dal suo partito. Ciò non gli impedisce, naturalmente, scoppiata la guerra, di battersi con il maquis contro i tedeschi e i collaborazionisti francesi.Catturato dai nazisti il 27 dicembre 1943, Romano Cocchi è deportato a Buchenwald, dove sarà registrato come prigioniero politico francese. Vi resisterà tre mesi, prima di morire di fame e di freddo.Il comune di Anzola dell'Emilia ricorda con una via questo suo generoso cittadino.
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Enrichetta Cabassa
Nata a Parma nel 1916, morta a Palanzano (Parma) l'8 marzo 1945, sarta.
Lavorava in una sartoria di Parma, in borgo del Carbone, che il titolare, Giovanni Cordani, aveva trasformato in un centro di smistamento della stampa antifascista. La giovane donna, che aveva il marito disperso in guerra, decise di impegnarsi nella Resistenza anche per contribuire alla conclusione del conflitto. Le fu così affidato il compito di staffetta, al quale assolse egregiamente affiancando
Ines Bedeschi e diventando punto di riferimento del Comando Nord-Emilia per mantenere i collegamenti con le varie formazioni partigiane.Quando i sospetti dei fascisti finirono per appuntarsi sulla Cabassa, la giovane sarta fu mandata in montagna ed inquadrata nella 143a Brigata Garibaldi "Aldo". "Silvia", così era conosciuta nella Resistenza, si trovava a Palanzano, nei locali della Banca di risparmio di Parma occupati dal Comando di raggruppamento, quando fu investita dallo scoppio accidentale di una bomba. L'esplosione che uccise "Silvia", provocò anche la morte di due partigiani e di un falegname che stava lavorando nel locale. Enrichetta Cabassa è anche ricordata nel sito Internet www.parmaindialetto.it.

giovedì 23 aprile 2009

prima...

Tempo fa i miei detrattori tentavano (senza argomentazioni valide) di far passare le mie idee di sviluppo
(energie alternative, convivenza equilibrata con l'ambiente, rispetto per gli animali, strutture ecocompatibili, ecc.)
come le "idee di un povero folle rincoglionito" .
Venivo visto come un povero illuso che crede che il mondo possa ancora cambiare in meglio e stenta ad inserirsi negli ingranaggi giusti che oleano il nostri "strordinari" politici.

Attualmente, invece, io non ho più necessità di sponsorizzare e rendere note innovazioni che potrebbero far fare evidenti passi in avanti nella civiltà umana...
poichè il mio pensiero ha uno sponsor eccezionale (anche se in Italia censurato) :
l'uomo più potente del mondo ... il Presidente degli USA !

Non immaginate quanto possa essere "sensazione strana" quella di "transitare" da coglione
a persona che vede nel mondo
(ma non nella attuale squallida antidemocratica Italia)
l'inizio dell'applicazione delle proprie innovative idee.
Ora non ho più l'impellente necessità di esporre le mie idee su talune materie...
lo fa con una risonanza immensamente maggiore il ben più noto Obama.

(continua)

mercoledì 22 aprile 2009

DEMOCRAZIA

Una Democrazia è tale se ci rappresenta…
DEVE rappresentare TUTTI… non solo chi supera il 4% o il 10% o il 2 %...
Ma TUTTI… anche lo 0,5 %... altrimenti il fondamento stesso della DEMOCRAZIA viene meno.
Una minoranza può restare minoranza ma COMUNQUE DEVE essere RAPPRESENTATA !
Gli Italiani hanno da tempo dimenticato cosa sia la DEMOCRAZIA,
ma in questi periodi di “rincoglionimento globale forzato” e di mistificazione dei fatti a vantaggio di pochi…
la “zucca” già “cerebrolesa” di molti italiani,

venendo tartassata da culi, tette, grandi fratelli, x factor e falsificazione dei fatti, LEGITTIMA ogni vergogna che i nostri (SQUALLIDI) politici pretendono di compiere.
Berlusconi ed i suoi tirapiedi sono infatti la legittimazione di tutto ciò che in DEMOCRAZIA sarebbe quantomeno innominabile.

(continua)

INSENSIBILITA'...

Ogni giorno in Taviano vengono abbandonati, maltrattati, seviziati numerosi cani che, come ben sapete, sono tutelati dalla legge.
Il responsabile primo della loro salute è (per legge) il Signor Sindaco.
Da anni accuso questa amministrazione di INSENSIBILITA’ nei confronti di questi animali tutelati dalla legge.
Da anni accuso questa amministrazione di totale indifferenza verso i deboli.
Eppure sapevano che, chiedendo i voti agli ambientalisti, avrebbero dovuto aver maggiore sensibilità sull’argomento.
Invece nulla…
se peggio si poteva fare in materia delle precedenti amministrazioni…
loro ci sono riusciti appieno !
Riescono a trovare finanziamenti per ogni cosa (spesso inutile e certamente non indispensabile come il taglio di alberi che potrebbero tranquillamente restare dove sono o il "rifacimento di VIALE Stazione o degli accessi di Taviano o del Corso, o biennali inutili, ecc...)
ma nessun finanziamento (e nessun interessamento in genere) per tutelare esseri che hanno dei diritti.

In un monento di crisi globale e con un Comune indebitato e che non riesce a pagare fatture e servizi come quello di Taviano a nessuno verrebbe mai in mente di effettuare spese non indispensabili. Ai nostri politici, invece, questo senso di responsabilità sembra essere precluso e sperperano a piene mani denaro pubblico ... tanto i debiti resteranno ai cittadini ... purtroppo non a loro.

Tasse... poche...molte...

Report ha scoperto che in Calabria
sono stati finanziati migliaia di pozzi (centinaia di milioni di euro) ma in realtà i soldi sono SCOMPARSI dopo il primo.
Nessuno sa dire dove siano andate a finire queste cifre spaventose, nessuno si indigna, nessuno investiga, nessuno scopre i colpevoli , nessuno li mette con le spalle al muro e nessuno gli strappa il denaro RUBATO.

Quando lavoravo per le Ferrovie Sud Est scoprii che lo Stato già attorno al 1960 aveva stanziato centinaia di miliardi di lire per l'eliminazione dei passaggi a livello in tutt'Italia ...
i soldi sono spariti... i P.L. sono tutt'ora li.
Ho scoperto anche che lo Stato finanziava ogni 5 anni le FSE per la sostituzione delle traversine (all'epoca in legno) sull'intera rete.
Dove io svolgevo servizio invece esistevano traversine del 1946, ma mediamente erano tutte degli anni '60.
Quei migliaia di miliardi di Lire dove sono andati a finire ?
Perchè nessuno parla di quanto i potenti rubano dalle nostre tasse ?
Mi sono sempre chiesto quale immenso peccato possa aver commesso la Terra per avere come punizione il dominio umano.
Forse il destino sarebbe stato lo uguale anche se l’evoluzione fosse stata favorevole alle scimmie, ai leoni o alle lumache… ma questa ipotesi non è ora da considerarsi perché intanto lo scempio, ora, lo stiamo compiendo noi umani.
E’ sin troppo semplice iniziare a dar colpe ai desolanti leader tipo Bush o Berlusconi,

ma bisogna pur ammettere che se le comunità non fossero dementi nessuno spot o boicottaggio mentale potrebbe far tanta presa su di loro.
L’ignoranza gioca un ruolo fondamentale, ma l’intelligenza dovrebbe comunque far riflettere maggiormente la folla ubriaca di ridicoli proclami e squallidi “spottoni” elettorali tesi soltanto a raggirare gli elementi meno istruiti.
I politici dimostrano la stessa serietà ed affidabilità di un giocatore di calcio…
pronti a cambiare casacca ma mai a fermarsi in panchina.
Tutti hanno un prezzo e nessuna sensibilità.
Le competenze e la legalità non contano nulla…
i soldi vengono trovati per fare appalti impossibili ed inutili ma "non esistono" per le necessità improrogabili ed indispensabili.
Ai politici interessa il proprio orticello elettorale…
non importa assolutamente nulla della crescita armonica del paese o della città che sono chiamati ad amministrare e tantomeno della salute dei propri cittadini.
Vediamo proliferare antenne, veleni, cemento, spazzatura, incendi di plastica e diossina nell'aria, acque inquinate, cani randagi e sofferenti, atrocità compiute su esseri indifesi ...
e loro (i politici) restano beati nella loro estrema ignoranza ed arroganza.

Questo spazio è dedicato alle mie riflessioni.
Non mi interessano gli altrui commenti (generalmente scritti rozzamente con l’unico scopo di tentare di screditare le persone) ma, nel caso ne giungessero di interessanti, non disdegnerò di pubblicarli.
E’ uno spazio LIBERO perché i miei pensieri sono LIBERI… non vincolati a partiti, non foraggiati da politici, non incatenati da dogmi.
Generalmente i miei scritti vengono aggiornati poiché raramente ho tempo sufficiente per completare un pensiero…
spesso invece vengo interrotto e posso concludere quanto è mia intenzione dire soltanto in un momento successivo.